Rai Movie

  • 19 Novembre
    ore 18:21

    Rai Movie al Festival di Torino

    32TFF_verticaleRai Movie, Media Partner del 32° TFF (Torino Film Festival, 21 – 29 novembre 2014), vi porterà ogni giorno nel vivo della manifestazione con una striscia quotidiana, Torino Flash, in onda dal 22 al 29 novembre in terza serata. Inoltre, dedicherà al Festival due speciali di 20’ ciascuno trasmessi dal canale nelle giornate del 2 e 3 dicembre in seconda serata e un ampio servizio sulla retrospettiva Nuova Hollywood all’interno del programma Movie.Mag in onda il 4 dicembre in seconda serata. Contributi esclusivi per il web, disponibili sul portale Rai Movie racconteranno al pubblico le curiosità e il dietro le quinte dell’evento, attraverso la voce degli attori, dei registi e del pubblico. Tutte le puntate di Torino Flash, gli speciali e il servizio sulla retrospettiva della Nuova Hollywood saranno disponibili on demand dopo la messa in onda.

    Si tratta di un’ulteriore – e ormai consolidata – testimonianza della presenza di Rai Movie quale presidio attivo e qualificato nei più importanti festival di cinema presenti sul territorio nazionale: Venezia con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, Roma col Festival Internazionale del Film, Torino col Torino Film Festival.

    Una collaborazione  che, come di consueto, porterà a conoscenza di un pubblico più vasto di quello presente a Torino i film, i protagonisti e le attività collaterali prodotte dal Festival.

  • John Wayne

    John Wayne

    Fra i divi della vecchia Hollywood, nessuno più di John Wayne può vantare una carriera indissolubilmente radicata nella storia del cinema della frontiera. Pur essendo egli stato protagonista di numerosi titoli importanti nel campo dell’avventura e del film di guerra – oltre a quell’irripetibile combinazione di lirismo e spacconeria irlandese che è Un uomo tranquillo, 1952, da poco riproposto da Rai Movie in una copia restaurata e smagliante) – basta una veloce occhiata alla sua filmografia per rendersi conto di quanti caposaldi del western, in massima parte diretti da John Ford, lo abbiano avuto fra i protagonisti.

    Wayne in "Ombre rosse"

    Wayne in “Ombre rosse”

    Sarebbe bastato anche solo il ruolo di Ringo in un film imprescindibile e fondativo come Ombre rosse (Stagecoach, 1939) per consegnare Wayne alla storia del cinema della frontiera: ma negli anni successivi ci sono da segnalare come minimo la trilogia fordiana della cavalleria (Il massacro di Fort Apache, 1948; I cavalieri del Nord-Ovest, 1949; Rio Bravo, 1950), il complesso (e, per certi versi, capace di riscrivere le regole codificate del genere) Sentieri selvaggi, 1956, ma anche due straordinari film di Howard Hawks come Il fiume rosso, 1948 e Un dollaro d’onore, 1959,  o il crepuscolare L’uomo che uccise Liberty Valance, 1962, ancora di Ford… e stiamo a bella posta tralasciando almeno un’altra decina di titoli di tutto rispetto.

     

    Per la prima volta protagonista: "Il grande sentiero"

    Per la prima volta protagonista: “Il grande sentiero”

    Forse non ci si poteva aspettare di meno da un attore che proprio Ford aveva praticamente inventato da zero, promuovendolo da attrezzista (prima) e controfigura (poi) a vero e proprio attore in ruoli collaterali in film di ambientazione irlandese come La canzone della mamma (Mother Machree, 1928) e La casa del boia (Hangman’s House, 1928), fino a un ruolo di maggior rilievo nello sportivo La grande sfida (Salute, 1929). Curiosamente, sarebbe stato Raoul Walsh a realizzare il battesimo di Wayne nel cinema western, affidandogli la parte del protagonista di una megaproduzione girata in 70mm come Il grande sentiero (The Big Trail, 1930): ma va detto che era stato proprio Ford a raccomandare il giovane Wayne al collega (che avrebbe voluto interpretare lui stesso il film ma aveva dovuto rinunciare dopo aver perso un occhio in un surreale incidente di guida). Si trattò però di una falsa partenza perché il film, forse anche a causa della difficoltà di distribuzione, si rivelò un insuccesso commerciale e contribuì a confinare l’attore a quasi un decennio di umile lavoro nella fiorente, ma certo di secondo piano, industria del serial. Fino a quando la fortuna di Ombre rosse non lo avrebbe piazzato finalmente e saldamente nell’empireo delle star immortali.

     

    Poster originale di "Torna El Grinta"

    Poster originale di “Torna El Grinta”

    Inevitabilmente, l’appuntamento col western che Rai Movie ha introdotto fin dal già lontano 2011 ha già più volte avuto Wayne come protagonista: fra i titoli proposti in questi ultimi anni (e non già citati qui sopra) ricordiamo quantomeno La battaglia di Alamo, 1960, che costituiva anche il suo esordio dietro la macchina da presa (e che, come Il grande sentiero, non ottenne il successo sperato). Era quindi ora di dedicargli una piccola personale in quattro film centrati sull’ultima fase della sua carriera – quella in cui the Duke riflette, a volte anche con ironia, sul suo status consolidato di icona cinematografica. È questo il motivo della proposta di un titolo come quello che apre la rassegna: Torna “El Grinta” (Rooster Cogburn, 1975), esempio quintessenziale di film che si nutre del cinema precedente, prima di tutto in quanto sequel, ma a maggior ragione in quanto sequel di un film come Il “Grinta” (True Grit, 1969) di Henry Hathaway - che sanciva la conseguità monumentalità del personaggio cinematografico-western di Wayne facendone una sorta di rispettosa e tutt’altro che dissacrante autoparodia… e che infine rinvia, grazie alla presenza sorprendente di Katharine Hepburn, a La regina d’Africa (The African Queen, 1951) di John Huston un altro classico del cinema avventuroso che risaliva a oltre vent’anni prima e che aveva portato ad Humphrey Bogart ciò che Il “Grinta” aveva portato a Wayne: l’agognato premio Oscar come miglior attore protagonista.

     

    Fotobusta - "Torna El Grinta"

    Fotobusta – “Torna El Grinta”

    Lo sceriffo monocolo e burbero Rooster Cogburn è, e non può non essere, che Wayne – come hanno imparato a loro spese i fratelli Coen e Jeff Bridges nel loro recente tentativo di riproporne il personaggio in un remake neoclassico tutto sommato trascurabile (ancorché più fedele al romanzo originario di Charles Portis). Le sequenze in esterni di Torna “El Grinta” sono state girate interamente in Oregon, riccamente fotografato da Harry Stradling Jr. in alcune delle sue località più idilliache come le contee di Deschutes, Josephine e Curry, lo Smith Rock State Park, il circondario della città di Bend e i fiumi Deschutes e Rogue. Nel cast si segnala la presenza di Strother MartinRichard Jordan e John McIntire.

     

    Poster franco/tedesco per "Mcintock!"

    Poster franco/tedesco per “Mcintock!”

    Di quasi dieci anni precedente, McLintock! (McLintock!, 1963) costituisce l’apertura ufficiale di una lunga e fruttuosa collaborazione fra il divo e il regista Andrew McLaglen. Scomparso nello scorso agosto, McLaglen era il figlio di Victor McLaglen – altro attore fordiano che di Wayne era anche stato un carissimo amico – e aveva già lavorato con l’attore nel ruolo di aiuto regista per William Wellman sul film L’isola nel cielo (Island in the Sky, 1953), facendosi poi le ossa in televisione. Al suo esordio nella regia cinematografica, McLaglen (affiancato da Michael Wayne, figlio di John e incaricato di gestire la produzione) si rivelò un efficiente professionista in grado di gestire con successo una sceneggiatura palesemente ispirata a classici di Ford come Rio Bravo e Un uomo tranquillo, di quali il film ripropone (e non per la prima volta) il collaudato abbinamento fra Wayne e Maureen O’Hara. Rimasto celebre per una colossale rissa nel fango, il film si propone come una sorta di versione texana de La bisbetica domata: si ride, ci si appassiona e si ritrova il gusto di un cinema popolare fatto di grandi spazi e buoni sentimenti. Da notare la presenza di Stefanie Powers nel ruolo della giovane Becky e di Patrick Wayne, figlio del protagonista, nei panni del suo fidanzato. La versione del film che Rai Movie propone è quella recentemente restaurata sotto la supervisione di Michael Wayne.

     

    Lo slogan de "Il grande Jake": Volevano un riscatto in oro. Lui diede loro il piombo!

    Lo slogan de “Il grande Jake”: Volevano un riscatto in oro. Lui diede loro il piombo!

    Nato dalla penna della coppia costituita da Harry Julian Fink e Rita M. Fink, Il Grande Jake (The Big Jake, 1971) rappresenta il primo atto di un sodalizio sceneggiativo destinato a portare sugli schermi il personaggio dell’ispettore Harry Callahan nella lunga e fortunata saga interpretata da Clint Eastwood. Wayne torna a vestire i panni del proprietario terriero abbandonato dalla moglie già indossati in McLintock!, questa volta lasciando da parte l’umorismo a favore di un’atmosfera vendicativa più in linea col clima mutato degli anni Settanta. Il western americano già da tempo aveva cessato di ignorare il successo planetario del cinema di Sergio Leone e già da anni registi come Sam Peckinpah avevano sdoganato una vera e propria estetica della violenza che faceva piazza pulita delle sparatorie visivamente innocue cui il genere si era attenuto per decenni e Il grande Jake costituisce per Wayne un punto di svolta in questo senso – anche se, per una curiosa coincidenza, alla regia l’attore ritrovava George Sherman, che l’aveva diretto negli ormai lontani anni Trenta, in un serial della Republic dedicato ai tre “Mesquiteers” (e che Rai Movie ha più volte trasmesso qualche anno fa). Nel cast, oltre alla presenza dell’erede Patrick Wayne, si segnalano un altro figlio d’arte come Christopher Mitchum, l’ex idolo pop Bobby Vinton e, ancora una volta, Maureen O’Hara. I Fink avrebbero lavorato ancora con Wayne nel western crepuscolare La stella di latta, del 1973.

    "Il grande Jake" - poster originale

    “Il grande Jake” – poster originale

     

    "Hondo" - il poster

    “Hondo” – il poster

    L’ultimo appuntamento del ciclo ci riporta al western più classico degli anni Cinquanta. Hondo (Hondo, 1953) fu definito dal critico William K. Everson “il miglior western di Wayne non diretto da John Ford” – ma si racconta che fu proprio Ford a completare le riprese del film (e a girare la scena finale di battaglia) su richiesta dell’attore quando il firmatario John Farrow dovette dare forfait prima di poter terminare la lavorazione. Girato in 3D, Hondo fu distribuito solo in versione bidimensionale quando il diffondersi del Cinemascope cominciò a contribuire in modo vistoso al declino della stereoscopia cinematografica, ma rimane classico assoluto della cinematografia di frontiera. Hondo è un corriere a cavallo coinvolto nella vicenda famigliare di Angie, donna costretta a vivere da sola con il proprio figlioletto Johnny in un territorio dominato dagli Apache. Il film ottenne due candidature agli Oscar 1954: una per Geraldine Page come migliore attrice non protagonista e un’altra per  migliore sceneggiatura cui però la produzione chiese di rinunciare in quanto il soggetto era tratto dal racconto di Louis L’Amour The Gift of Cochise, apparso nel luglio del 1952 da Colliers Magazine ma non riportato nei titoli.

    Gli occhialini 3D distribuiti per "Hondo"

    Gli occhialini 3D distribuiti per “Hondo”

     

    "In nome di Dio (Il texano)" - poster originale

    “In nome di Dio (Il texano)” – poster originale

    Anche il ciclo dedicato a John Wayne prevede un fuori programma collocato, per motivi puramente tematici, nella settimana natalizia, lunedì 22 dicembre. Parliamo di In nome di Dio (3 Godfathers, 1948), anche noto come Il texano, diretto da John Ford e interpretato, accanto a the Duke, da Pedro Armendariz, Harry Carey Jr., Ward Bond – ma anche da un altro volto noto agli appassionati di Ford come Mildred Natwick. Tra i western più singolari e concentrati di Ford, In nome di Dio racconta di tre fuorilegge in fuga nel deserto dopo aver rapinato una banca. Non hanno fatto i conti con il destino, che consegna loro un bambino appena nato, figlio di una donna morente incontrata lungo il cammino. I tre promettono solennemente di accudire l’infante ad ogni costo e riprendono il viaggio. La simbologia biblica del racconto si esprime attraverso il percorso topografico-mitologico disegnato dalle immagini del cameraman Winton C. Hoch, in seguito responsabile del vigore plastico di capolavori come I cavalieri del Nord Ovest e Sentieri selvaggi. Girato in un mese nel deserto di Mojave e nella Death Valley il film è un remake di Uomini segnati (Marked Men) diretto dallo stesso Ford nel 1919.  (albertofarina, con la collaborazione di leonardo rossi)

     

    I western con John Wayne

     

    Torna “El Grinta” (Rooster Cogburn, 1975)

    Regia: Stuart Millar

    Interpreti: John Wayne, Katharine Hepburn, Anthony Zerbe

    Lunedì 3 novembre, ore 21.15

     

    McLintock! (McLintock!, 1963)

    Regia: Andrew V. McLaglen

    Interpreti: John Wayne, Maureen O’Hara, Patrick Wayne, Yvonne De Carlo, Stefanie Powers

    Lunedì 10 novembre, ore 21.15

     

    Il grande Jake (The Big Jake, 1971)

    Regia: George Sherman

    Interpreti: John Wayne, Richard Boone, Maureen O’Hara, Patrick Wayne

    Lunedì 17 novembre, ore 21.15

     

    Hondo (Hondo, 1953)

    Regia: John Farrow

    Interpreti: John Wayne, Geraldine Page, Ward Bond, James Arness

    Lunedì 24 novembre, ore 21.15

     

    In nome di Dio – Il texano (3 Godfathers, 1948)

    Regia: John Ford

    Interpreti: John Wayne, Pedro Armendariz, Ward Bond

    Lunedì 22 dicembre, ore 21.15

     

     

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    Schermata 2014-10-25 a 19.45.48Premio del Pubblico BNL Gala
    Trash
    di Stephen Daldry

     

    Premio del Pubblico Cinema d’Oggi
    12 Citizens
    di Xu Ang

     

    Premio del Pubblico Mondo Genere
    Haider
    di Vishal Bhardwaj

     

    Premio del Pubblico BNL Cinema Italia Fiction
    Fino a qui tutto bene
    di Roan Johnson

     

    Premio del Pubblico Cinema Italia Documentario
    Looking for Kadija
    di Francesco G. Raganato

     

    Il premio TAODUE è attribuito da una  Giuria Internazionale diretta dal regista Jonathan Nossiter e composta dalla montatrice Francesca Calvelli, dall’attrice Cristiana Capotondi, dal regista, attore, produttore Valerio Mastandrea, e dalla regista Sydney Sibilia

     

    Schermata 2014-10-25 a 19.24.08Premio TAODUE Camera d’Oro miglior regia opera prima
    Andrea Di Stefano
    per Escobar – Paradise Lost

     

    Premio TAODUE Camera d’Oro miglior produttore opera prima
    Laura Hastings-Smith
    per X+ Y di Morgan Matthews

     

    Menzione speciale TAODUE  migliore opera prima
    Last Summer di Leonardo Guerra Seragnoli

     

     

    La giuria del Premio Doc/it è presieduta dal produttore e montatore Federico Schiavi e composta dalla produttrice Valeria Adilardi, dal regista Mario Balsamo, dalla montatrice Ilaria De Laurentis, dal montatore e regista Paolo Petrucci

     

    Schermata 2014-10-25 a 19.17.12Premio Doc/it
    Largo Baracche
    di Gaetano Di Vaio

     

    Menzione speciale Doc/it
    Roma Termini di Bartolomeo Pantaloni

     

     

     

  • Kevin Costner è l’ospite d’eccezione di oggi che presenta al Festival Internazionale del Film di Roma il film  Black and 

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    White, firmato dal regista, attore e sceneggiatore Mike Binder (Una moglie idealeLitigi d’amoreIl diario di Jack). Presentato in collaborazione con la sezione autonoma e parallela Alice nella città, Black and White esplora le tensioni provocate dalle differenze razziali. E’ la storia dell’avvocato Elliot Anderson che, insieme alla moglie, ha cresciuto la nipote di colore Eloise. Rimasto vedovo, dovrà lottare con la nonna della bambina per ottenere la custodia legale. L’attore, amatissimo dal pubblico sarà al microfono di Livio Beshir alle 15.30.

     

    Alle 19.30 presentazione in prima mondiale per  Biagio di Pasquale Scimeca (l giorno di San SebastianoPlacido RizottoCarlo Giuliani, RagazzoIl cavaliere sole e I Malavoglia), autore e produttore tra i più coerenti del cinema indipendente italiano. Sul Red Carpet il regista e il cast per raccontare a Livio Beshir le emozioni della prima.

     

    15:30 Red carpet: Black and White  (GA/AL)
    Mike Binder (regista/director) | Cast: Kevin Costner

     

    19:00 Red carpet: Biagio (CO)
    Pasquale Scimeca (regista/director) | Cast: Marcello Mazzarella, Vincenzo Albanese

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