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  • Se c’è una lezione che viene dai social media e che vale la pena di imparare  è l’utilizzo della sintesi. Esprimere le proprie opinioni, idee o emozioni senza utilizzare aggettivi ridondanti o giri di parole è di sicuro un ottimo allenamento per la mente:  insegna a scrivere ma soprattutto a pensare. Avete mai provato a condensare il giudizio di un film in una parola sola che non sia ‘brutto’ o ‘bello’? Difficile, ma non impossibile.

     

    Noi della redazione già dallo scorso anno abbiamo provato a raccontare i film della Mostra in un sms e, per la 70a edizione, abbiamo scelto l’hashtag (#) iosonocritico per farli raccontare anche a voi. Qui e su Twitter pubblicheremo  le nostre micro recensioni, le vostre invece le registreremo in un vlog semi-quotidiano che potrete vedere online. Naturalmente, aspettiamo anche i vostri tweet sui film della Mostra con #iosonocritico.

     

    Guarda il video #iosonocritico

    e scopri se sei già tra i nostri vlogger!

     

    I film visti dalla redazione:

    gravity_artGravity di Alfonso Cuaròn (USA, 2013) – Bullock e Clooney alla deriva nello spazio. Dal regista di Y Tu Mamá También: l’universale è il privato.

     

    Wolfskinder di Rick Ostermann (Germania, 2013) – Bambini-lupo nella Lituania del 1946: giochi proibiti di sopravvivenza per una generazione derubata della propria fanciullezza.

     

    Sorcerer di William Friedkin (USA, 1977) – Non un remake ma una nuova versione di Vite Vendute. Da un mago del grande cinema americano, oggi Leone d’Oro alla Carriera, il restauro di un sortilegio.

    Tracks di John Curran (Australia, 2013) – Bestseller australiano degli anni Settanta firmato da Robyn Davidson finalmente tradotto per lo schermo, tutto sulle spalle di Mia Wasikowska. Into the wild outback, sulle tracce di Nic Roeg.

     

    Trespassing Bergman di Jane Magnusson e Hynek Pallas (Svezia, 2013) – Tutti a casa di Ingmar, ma lui non c’è. Il più grande regista svedese raccontato nella sua abitazione di Fårö da González Iñárritu, Denis, Landis, De Niro, Allen e Scorsese. Poi arriva Von Trier e…

     

    Algunas chicas di Santiago Palavecino (Argentina, 2013) – La luna ha un lato oscuro e il nuovo cinema argentino lo racconta. Donne oltre l’orlo di una crisi di nervi.
    joe_artJoe di David Gordon Green (USA, 2013) – Nicolas Cage è l’angelo custode di Tye Sheridan, già notato in Mud (Jeff Nichols, 2012). Basato sul romanzo omonimo di Larry Brown un film sugli orrori e gli errori dei legami padre-figlio, dall’abuso all’agape. Il cielo sopra Paris, Texas.

     

    Night Moves di Kelly Reichardt (USA, 2013) – Quarta sceneggiatura della Reichardt insieme allo scrittore Jon Raymond. Tre ambientalisti fanno saltare una diga, ma c’è una vittima, forse due… Dakota Fanning e Jesse Eisenberg in un thriller minimalista e, in fondo, ironico. Il verde muove.

     

    Child Of God di James Franco (USA, 2013) – In un’edizione segnata da temi come spiazzamento, esproprio e decrescita, Venezia presenta l’enfant prodige James Franco con la sua lettura del romanzo di Cormac McCarthy Figlio di Dio. Duendica interpretazione di Scott Haze nei panni del serial killer senza casa.

     

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