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  • 100 Pallottole d'Argento

    100 Pallottole d’Argento

    Questa sera, a partire dalle 23,20, una Maratona mostruosa presentata da Dario Argento. Apre l’appuntamento Lasciami entrare di Tomas Alfredson (2008), per proseguire con La cosa da un altro mondo (1951), Destinazione Terra (1953) e Tarantola (1955).

    Tratto dall’omonimo romanzo di Johm Ajvide Lindquivist, Lasciami entrare  indaga sul passaggio tra infanzia e adolescenza, narrando l’alleanza tra Oskar e Eli e mostrando una delicatezza poco comune al cinema horror. Il ragazzo solitario e la vampira imprigionata in eterno in un corpo da bambina lotteranno contro un mondo di adulti violenti e sfaccendati.

    Destinazione Terra

    Destinazione Terra

    Ne La cosa da un altro mondo (1951), classico del cinema di fantascienza, un gruppo di scienziati investiga sulla caduta di uno strano oggetto, incastrato tra i ghiacci per scoprirne un alieno.

    Sempre a tema fantascienza è Destinazione Terra, di Jack  Arnold. Primo film in cui gli extraterrestri ‘prendono in prestito’ il corpo degli umani, Destinazione Terra vede una coppia di ragazzi alle prese con alieni che “replicano” i terrestri per riutilizzarne la capacità.

    Chiude la maratona il capolavoro del regista Jack Arnold, Tarantola, con un Clint Eastwood alla sua prima apparizione cinematografica, nel ruolo di un pilota di jet. Un classico del B-movie di fantascienza in bianco e nero, che mette in scena l’eterna sfida della scienza tra ricerca ed etica.

     

    I FILM DELLA MARATONA 100 PALLOTTOLE D’ARGENTO

    23:25 Lasciami entrare di Tomas Alfredson

    01:35 La cosa da un altro mondo di Christian Nyby

    03:05 Destinazione Terra di Jack Arnold

    04:30 Tarantola di Jack Arnold

  • The Grudge

    The Grudge

    La trilogia di The Grudge che Dario Argento introduce nella puntata di stasera di #100PdA è in realtà solo parte di una produzione ormai fluviale scaturita da un titolo di successo e da un autore unico. In onda alle 23, The Grudge è in realtà il rifacimento americano di un film giapponese realizzato dallo stesso autore dell’originale, il giovane e talentoso Takashi Shimizu.

     

    The Grudge (Ju-On)

    The Grudge (Ju-On)

    Shimizu ha diretto una ventina fra film e telefilm ma quasi un quarto della sua produzione è legata a The Grudge. La traduzione letterale è rancore, una delle emozioni più distruttive dell’animo umano ma anche quella che tradizionalmente anima i fantasmi, costringendoli a restare fra i vivi, spesso con intenzioni vendicative. E proprio i fantasmi sono i protagonisti di una saga il cui successo si è sviluppato in modo inaudito, sviluppandosi da un remake all’altro.

     

    Tutto comincia nel 2000 con due film che Shimizu gira direttamente per il mercato dell’homevideo: Ju-On e Ju-On 2. Il successo strepitoso del dittico si allarga dal Giappone a mercati lontani come Germania e Scandinavia, il che induce Shimizu a realizzarne i remake per il cinema. Escono così, stavolta in sala, due nuovi Ju-On, uno nel 2002 e uno nel 2003: ed è di nuovo successo, al punto che i film trovano stavolta una distribuzione in video anche in America e Inghilterra.

     

    È a questo punto che Hollywood mette in cantiere un ulteriore remake per il mercato americano. Per non sbagliare, alla regia viene confermato – e per la quinta volta – Takashi Shimizu. Ne esce The Grudge (2004), il primo film di stasera, che ha fra gli interpreti Sarah Michelle Gellar – protagonista cult della serie TV Buffy – ma anche gran parte del cast giapponese del film originale. Shimizu dirige anche il sequel del remake, The Grudge 2 (2006), in onda stasera a mezzanotte e 45, limitandosi finalmente a un ruolo di semplice supervisore per The Grudge 3 (2009), che vedremo stanotte alle 2.25.

    Sarah Michelle Gellar

    Sarah Michelle Gellar

    Ma la conclusione della trilogia americana non basta a chiudere la serie: in Giappone, nel 2009, i 10 anni dall’inizio della saga sono stati celebrati dall’uscita di altri due titoli, il che porta il totale a nove, senza contare la versione in videogioco per la Wii e l’annunciato remake nipponico del film originale. Ormai certi film stanno diventando davvero i fantasmi di se stessi: ma forse è anche di questo che ci piace aver paura.

    (alberto farina)

  • George A. Romero

    (intervista del 2009) Fra le interviste che ho potuto registrare durante la 66a Mostra del Cinema di Venezia, quella a George A. Romero era una di quelle che aspettavo con più impazienza. Avevo avuto modo di incontrarlo già una volta, svariati anni fa, ma il film di cui avevamo parlato, La metà oscura, per quanto non spregevole era ben lungi dall’avere la ricchezza tematica di qualsiasi capitolo della sua ormai quarantennale saga dei morti viventi.

    Nonostante il suo tardivo ritorno al tema, con “La terra dei morti viventi”, si fosse dimostrato non proprio all’altezza delle aspettative prodotte dalla straordinaria trilogia iniziale (La notte dei morti viventiZombiIl giorno degli zombi), il successivo Diary of the Dead aveva di nuovo raccolto reazioni fra l’interessato e l’entusiastico. E questo Survival of the Dead – più un sequel di “Diary” che un sesto capitolo della serie – suonava particolarmente intrigante anche per il fatto di essere il primo film di zombi ad essere accolto nella selezione ufficiale di Venezia.

     

    Survival of the Dead - L'isola dei sopravvissuti

    Survival of the Dead – L’isola dei sopravvissuti

    Accolto dal pubblico festivaliero con gradimento anche se forse senza eccessivi entusiasmi, “Survival” è lungi dall’essere un film perfetto, e non si candida certo a insidiare le prime posizioni di una ideale classifica della serie… ma pullula di idee intriganti e di variazioni sul tema che promettono per i prossimi film sviluppi particolarmente suggestivi. Di alcuni dei quali Romero è riuscito a parlarmi nei pochi minuti di conversazione che i tempi scannati della Mostra ci hanno consentito, a cominciare da un taglio western addirittura sorprendente.

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  • King Kong

    Notte Cult per il ciclo 100 Pallottole d’Argento, dedicata ai ‘mostri taglia gigante‘, in occasione dell’ottantesimo anniversario dall’uscita in sala di King Kong. Il film fu proiettato a New York il 7 marzo del 1933 e incassò 90.000 dollari nel primo week end, al tempo il più grande incasso di sempre. Del film furono fatti diversi remake. Quello del 1976, con un’indimenticabile Jessica Lange e con gli effetti speciali curati dal maestro Rambaldi; e la  più recente trasposizione di Peter Jackson che, nel 2005, ha animato digitalmente Kong utilizzando la tuta dotata di sensori per i movimenti indossata dall’attore britannico Andy Serkis (che l’aveva già indossata per interpretare Gollum ne Il signore degli anelli).
    A seguire Il re dell’Africa (1949) di Ernest B. Schoedsack e Gorgo (1961) di Eugène Lourié.
    Alle 22.50

    King Kong (King Kong)
    di Merian C. Cooper, Ernest B. Schoedsack (USA, 1933)
    con Fay Wray, Robert Armstrong, Bruce Cabot
    Carl, produttore di documentari, parte alla volta di Skull Island per scovare il gigantesco e fantomatico gorilla che dicono vi abiti. Il bestione esiste davvero, e si innamora della bella assistente di Carl. Lo catturano e lo portano a New York per esibirlo in catene, ma non tutto va come previsto… Densità archetipica e simbologica in un film capostipite di genere.


    Il re dell'Africa

    Il re dell'Africa

    Alle 00.45

    Il re dell’Africa (Mighty Joe Young)
    di Ernest B. Schoedsack (USA, 1949)
    con Terry Moore, Ben Johnson, Robert Armstrong
    Congo, anni 40. Un cacciatore di leoni americano viene assalito da un gigantesco gorilla, ma la padrona del bestione riesce a salvarlo. L’uomo pensa di poter sfruttare la vicenda portando negli Stati Uniti entrambi, per farli esibire a pagamento. Ma la nostalgia ha il sopravvento e presto il gorilla si convince di poter fuggire e far ritorno alle foreste incontaminate del continente africano… Come King Kong, anche Il re dell’Africa ha subito il remake, ma solo una volta, nel 1998, sotto la direzione di Ron Underwood. Il film originale e’ una bella avventura sulla scia del suo predecessore piu’ noto.

    Gorgo

    Gorgo


    Alle 2.15

    Gorgo (Gorgo)
    di Eugène Lourié (UK, 1961)
    con Bill Travers, William Sylvester, Vincent Winter
    Una gigantesca lucertola viene catturata al largo della costa irlandese da un gruppo di pescatori in cerca di denaro. La vendono a un circo ambulante, ma non sanno che la madre del mostro sta per vendicarsi. Classico cult del genere fantastico realizzato dal regista russo Eugène Lourié in un ambientazione londinese con grande impegno nel settore degli effetti speciali.

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