Rai Movie

  • novecento___Maratona notturna per vedere Novecento parte I e II senza soluzione di continuità, questa sera a partire dalle 23.15. Dopo la sua visione anticonvenzionale del rapporto di coppia in Ultimo tango a Parigi, nel 1976 Bertolucci rivolge uno sguardo all’Italia della prima metà del ventesimo secolo. Dal 27 gennaio del 1900, giorno della nascita dei due protagonisti del film, fino al 1945 anno della Liberazione, il regista racconta la storia del nostro paese attraverso tre generazioni.

     

    novecento___2Le lotte di classe, gli scioperi nei campi, la prima guerra mondiale e il fascismo sono lo scenario attraverso il quale si snodano le vite dei due ragazzi, Olmo (Gèrard Depardieu) e Alfredo (Robert De Niro), amici/nemici in virtù della loro appartenenza a ceti opposti: uno contadino, Depardieu, l’altro figlio della borghesia, De Niro. Il film ebbe grande successo in Italia, dove fu proiettato in due parti per via della durata, mentre negli Stati Uniti la versione ridotta di quattro ore non conquistò il pubblico.

     

    novecento-10Anche questa volta ci furono problemi con la censura, sebbene di natura minore rispetto a Ultimo tango a Parigi, e la pellicola fu successivamente rimessa in circolazione dopo essere stata giudicata non oscena. Girato tra la province di Parma, Cremona, Reggio Emilia e in provincia di Mantova, il film si avvale della fotografia di Vittorio Storaro, che si aggiudicò il secondo posto agli NSFC Awards nel 1977. Cast stellare, nel quale spiccano Burt Lancaster, Gérard DepardieuDonald Sutherland, Dominique Sanda, Stefania Sandrelli. Robert De Niro (San Jordi Awards 1978), Alida Valli e Laura Betti, che ottennero la candidatura come migliori attrici non protagoniste ai Nastri d’Argento del 1977.

  • Con l’inizio della nuova stagione ritorna su Rai Movie l’epica della frontiera e i volti che hanno fatto la storia del western; personaggi come John Wayne e Burt Lancaster, due attori simbolo del genere, protagonisti di sei serate del ciclo western del lunedì a partire dal 12 settembre.

     

     

    blog.alamo_johnwayneSi comincia con La battaglia di Alamo, diretto e interpretato da John Wayne. Il film ottenne ben sette nomination agli Oscar del 1961, tra cui quella per il miglior film, portandosi a casa una statuetta.

    Soldati a cavallo, invece, può vantare dietro la macchina da presa il maestro John Ford e, tra gli interpreti, John Wayne e William Holden. Ispirato ad una vicenda realmente accaduta, il film vede Wayne a capo di un drappello di unionisti incaricati di una pericolosa missione dietro le linee nemiche. Curiosamente, la pellicola è l’unica in tutta la filmografia di Ford ambientata durante la guerra civile americana.

     

     

     

    Mentre John Wayne partecipava agli Oscar 1961 con il film su Alamo, la statuetta per il miglior attore andava a Burt Lancaster per Il figlio di Giuda.

     

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    La locandina di Vera Cruz

    Proprio all’attore newyorkese Rai Movie dedica una rassegna di quattro film che ripercorrono in ordine cronologico i primi passi di Lancaster nel “selvaggio ovest”, dopo il suo esordio nel genere avvenuto nel 1950 con La valle della vendetta. Tra questi i primi due western diretti da Robert Aldrich: L’ultimo apache e, soprattutto, Vera Cruz, in cui Lancaster e Gary Cooper sono due antieroi decisi a far fortuna durante la guerra civile messicana del 1866, in un film che per certi versi anticipa le atmosfere degli “Spaghetti Western”. Oltre ai due protagonisti, il cast comprende anche Ernest Borgnine e Charles Bronson, ancora giovanissimi.

    blog.inesorabili_lancaster

    Gli inesorabili

     

     

     

     

    Il ciclo prosegue con l’esordio alla regia dell’attore americano con Il kentuckiano (in concorso al Festival di Venezia del 1955), da segnalare per un memorabile scontro tra il protagonista ed un’antagonista armato di frusta, interpretato da Walter Matthau al suo debutto cinematografico; per poi concludersi con Gli inesorabili, film dall’afflato antirazzista, in cui Audrey Hepburn scopre di essere un’indiana, rapita alla tribù in cui è nata dalla comunità che considera la propria famiglia: bisogna restituirla alla sua vera famiglia o far sì che rimanga tra i bianchi? Il dilemma deteriora i rapporti con i nativi, fino ad arrivare allo sconto armato.

     

     

    12 settembre ore 21.15

    La battaglia di Alamo (The Alamo)

    Di John Wayne (USA, 1960)

    Con John Wayne, Richard Widmark, Laurence Harvey

    Texas, 1836: guidati dal mitico Davy Crockett, un pugno di uomini tiene testa all’esercito messicano difendendo la missione di Alamo.

    Vincitore dell’Oscar 1961 per il miglior sonoro. Nominato all’Oscar 1961 come miglior film.

     

    19 settembre ore 21.15

    Soldati a cavallo (The Horse Soldiers)

    Di John Ford (USA, 1959)

    Con John Wayne, William Holden, Constance Towers

    Durante la guerra di secessione, un ufficiale unionista viene incaricato di distruggere un importante centro di approvvigionamento posto in territorio nemico.

     

     

    26 settembre ore 21.15

    L’ultimo apache (Apache)

    Di Robert Aldrich (USA, 1954)

    Con Burt Lancaster, Jean Peters, John McIntire, Charles Bronson

    Il guerriero Apache Massai fugge dalla riserva in cui è rinchiuso per ritrovare la donna che ama e riconquistare la sua terra.

     

    3 ottobre ore 21.15

    Vera Cruz (Id.)

    Di Robert Aldrich (USA, 1954)

    Con Gary Cooper, Burt Lancaster, Denise Darcel, Charles Bronson, Ernest Borgnine

    Durante la guerra civile messicana del 1866, un avventuriero ed un bandito accettano di scortare la contessa Marie Duvarre al porto di Vera Cruz. Ancora non sanno che la donna nasconde un tesoro…

     

    10 ottobre ore 21.15

     Il kentuckiano (The Kentuckian)

    Di Burt Lancaster (USA, 1955)

    Con Burt Lancaster, Dianne Foster, Walter Matthau

    Un uomo decide di trasferirsi con il figlio dal Kentucky al selvaggio Texas, ma qualcuno è deciso a mettergli i bastoni tra le ruote.

    In concorso al Festival di Venezia del 1955.

     

    17 ottobre ore 21.15

    Gli inesorabili (The Unforgiven)

    Di John Huston (USA, 1960)

    Con Burt Lancaster, Audrey Hepburn, Audie Murphy

    La vita della famiglia Zachary viene sconvolta quando si scopre che la figlia da loro adottata è stata, in realtà, rapita ad una vicina tribù indiana.

  • Bernardo BertolucciDoppio martedì dedicato a Bernardo Bertolucci con due dei suoi film più noti in programmazione:

     

    martedì 15 marzo alle 23.00
    Ultimo tango a Parigi (Italia, Francia, 1972)
    con Marlon Brando, Maria Schneider, Jean-Pierre Léaud e Massimo Girotti

    martedì 22 marzo alle 23.20
    Novecento parte I e parte II (Italia, Francia, Germania Ovest, 1976)
    con Robert De Niro, Gérard Depardieu, Burt Lancaster, Donald Sutherland, Dominique Sanda, Alida Valli

     

     

     

    Ultimo tango a Parigi SET 2

    Bertolucci con Marlon Brando e Maria Schneider sul set

    Quando il tango apparteneva ancora alla tradizione popolare argentina e non era molto praticato nelle balere della periferia italiana, un regista italiano lo scelse come titolo di un film che raccontava una storia d’amore inusuale, disinibita e audace al punto da costargli una condanna per offesa al comune senso del pudore. Il regista era Bernardo Bertolucci, settantacinque anni il 16 marzo, e il film, oggetto di grandi controversie, Ultimo tango a Parigi. Era il 14 ottobre 1972 quando venne proiettato al New York Film Festival e poi in Italia, a dicembre dello stesso anno, ottenendo un grande successo al botteghino. Campione d’incassi della stagione cinematografica ’72/’73, Ultimo tango a Parigi, interpretato da Marlon Brando e Maria Schneider, fu oggetto di scandalo a causa di alcune scene di sesso troppo esplicite per la morale di allora e, nel 1976, la Corte di Cassazione ne ordinò la distruzione. Fortunatamente, ne furono conservate un paio di copie presso la Cineteca Nazionale e, undici anni dopo, nel 1987 la Cassazione riabilitò la pellicola permettendone la distribuzione nelle sale e in televisione. L’evoluzione dei costumi privò della iniziale connotazione scandalistica le scene considerate inaccettabili, restituendoci la visione drammatica del regista che per questo film ottenne una candidatura agli Oscar e ai Golden Globe nel 1974 e vinse il Globo d’Oro e il Nastro d’Argento nel 1973, come miglior regista. Una candidatura agli Oscar e ai BAFTA Awards 1974 anche per Marlon Brando che sempre nel ’74 si aggiudicò il NSFC Awards (National Society of Film Critics, USA) e il NYCFCC Awards (New York City Film Critics Circle) come miglior attore. Un David Speciale come miglior attrice a Maria Schneider ai David di Donatello 1973.

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  • Conclusasi la terza stagione dell’acclamata serie Hell on Wheels, il tradizionale appuntamento del lunedì con il #western torna a rivolgersi ai grandi classici del cinema della frontiera. A partire dal 29 settembre, il ciclo riprenderà con ben cinque titoli interpretati da Burt Lancaster, cominciando con il suo esordio nella regia.

     

    Douglas Fairbanks in Il segno di Zorro (1920)

    Douglas Fairbanks in Il segno di Zorro (1920)

    Nato a New York il 2 novembre di 101 anni fa, Burton Stephen Lancaster era il quarto di cinque figli di un modesto impiegato all’ufficio postale. Cresciuto nella zona, non ancora malfamata, dell’East Harlem, ebbe modo di conoscere molto presto la realtà della strada acquistando subito uno spirito indipendente. A sette anni idolatrava Douglas Fairbanks al punto che, come raccontava suo padre in un articolo apparso nel 1953 su Photoplay, quando nel suo cinema di quartiere uscì Il segno di Zorro (The Mark of Zorro, 1920) era in fila per i biglietti all’apertura del locale, alle 11 di mattina – e alle 11 di sera i suoi dovettero andarlo a prendere in sala per riportarlo a casa con la forza. L’influenza del funambolico divo, tuttavia, non si manifestò in una precoce vocazione al mestiere dell’attore: di Fairbanks, al piccolo Burt, interessavano soprattutto le doti acrobatiche, scatenando una passione che, tramite il circolo ricreativo della 104a strada, lo avrebbe portato a conoscere un maestro di ginnastica australiano, Curly Brent, che aveva lavorato al circo come acrobata.

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