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  • In concorso

     

    DBC_blog

    Matthew McConaughey e Jared Leto.

    Dallas Buyers Club di Jean-Marc Vallée (USA, 2013) 1985. Elettricista-cowboy dedito a donne, alcool e droghe, scopre di essere sieropositivo. Nonostante la profonda omofobia, trova sostegno in un transessuale e trasforma gli ultimi 30 giorni di vita in sette anni di lotta contro le case farmaceutiche, che impediscono l’approvazione di terapie alternative per l’AIDS negli Stati Uniti. Storia vera con gli indimenticabili Matthew McConaughey e Jared Leto.

     

    Manto Acuifero di Michael Rowe (Messico, 2013) Una bambina cerca di reagire alla separazione dei genitori e alle attenzioni superficiali della madre, incapace di cogliere la realtà, coltivando il proprio sogno di calore familiare. Ma l’assenza distrugge ogni cosa, anche la capacità di discernere il bene dal male. Ottima regia che racconta e svela i sentimenti infantili. Bravissima l’attrice bambina, Zaili Sofia Macias Galvan.

     

    Entre Nos di Paulo Morelli e Pedro Morelli (Brasile, 2013) Storia di amicizia, di sogni e di amori giovanili. Ma è con la vita adulta che si scopre chi, quei valori, li ha vissuti e rispettati nel tempo. Drama-noir costruito intorno a un gruppo di personaggi ben delineati e caratterizzati.

     

    HER_blog

    Joaquim Phoenix

    Her di Spike Jonze (USA, 2013) Racconto moderno di solitudini contemporanee. Un futuro lontano, eppure così vicino da poterlo scorgere  dietro l’angolo. Ironico, profondo, autocritico e sincero, è un film che (re)inventa il domani, dalla moda ai videogiochi, dal lavoro alla tecnologia. Joaquim Phoenix nel personaggio della sua vita. Scarlett Johannson riempie lo schermo, anche solo con la voce.

     

    A vida invisivel di Vitor Goncalves (Portogallo, 2013) Un film sull’immobilità, più che sulla morte. Espressione di un cinema portoghese in grandi difficoltà, non solo di mezzi ma anche di idee.

     

    Out of The Furnace di Scott Cooper (USA, 2013) Cast all-star per una storia già vista. Frustrazione, violenza, vendetta, dolore e vite schiacciate dalla ‘fornace’, la fabbrica che rappresenta l’unica risorsa di un piccolo sobborgo tra le montagne. Il ‘buono’ viene messo a dura prova per tutto il film, ma la reazione deve essere sempre la stessa? Christian Bale nel ruolo a lui consono del buono che subisce, Casey Affleck intenso e Woody Harrelson nei panni davvero convincenti del cattivo. Unica perplessità: è davvero credibile lasciare Christian Bale per mettersi con il più affidabile Forest Whitaker? Zoe Saldana sembra avere qualche dubbio, anche lei.

     

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    Christian Bale e Sam Shepard

    Sorrow and Joy di Nils Malmros (Danimarca, 2013) La storia vera del regista la cui moglie, affetta da bipolarismo, uccise la figlioletta di nove mesi. Film durissimo che mette in scena il dramma di una coppia e di una società, quella danese, in cui l’infanticidio ha un’unica possibile soluzione: il suicidio della madre assassina. Ultimo film per il regista che, con amore incondizionato, è riuscito a salvare  la moglie condividendone e assumendosi responsabilità e sensi di colpa.

     

    Blue Sky Bones di Cui Jian (Cina, 2013)  Attraverso flashback e scene del presente il regista racconta la storia di una famiglia cinese dalla rivoluzione culturale a oggi. Un padre spia, una madre cantante e un figlio hacker che tenta di ricostruire la storia del padre, che si scopre affetto da un tumore. Trama interessante sulla carta, ma un pasticcio sullo schermo.

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  • Sylvester Stallone in Bullet to the Head di Walter Hill

    Sylvester Stallone in Bullet to the Head di Walter Hill

    Attesissimi entrambi al Festival di Roma, martedì 14 sono arrivati Walter Hill e Sylvester Stallone, rispettivamente regista e attore protagonista di Bullet to the Head, presentato a Roma fuori concorso. Il primo regista di film cult tra i quali I guerrieri della notte (Warriors – 1979), ma anche Driver l’imprendibile (1978) 48 ore (1982) e Johnny il bello (1989); il secondo amatissimo interprete di due personaggi iconici del cinema, quali Rocky e Rambo.

    Tratta dal romanzo a fumetti ” Du plomb dans la tête” di Matz, la storia è ambientata a New Orleans dove un poliziotto e un sicario che indagano sugli omicidi dei rispettivi partners si ritrovano, loro malgrado, a collaborare. La trama è semplice e quasi scontata, i cattivi sono buoni e viceversa, non è l’abito che fa il monaco e i corrotti sono i potenti che abusano del loro potere, ma a renderla divertente e degna di nota c’è una sceneggiatura autoironica e

    Livio Beshir e Giorgia Surina incontrano Walter Hill sul Red Carpet

    Livio Beshir e Giorgia Surina incontrano Walter Hill sul Red Carpet

    grintosa, scritta dallo stesso Hill e da Alessandro Camon, in cui Stallone si muove a suo agio. Colonna sonora da duri on the road, andatura da cowboy metropolitano, muscoli d’annata e tatuaggi sono il marchio di fabbrica del personaggio di Stallone che, messo a confronto con il poliziotto giovane, amante della legge  e fan della tecnologia, sfodera tutta la saggezza accumulata sulla strada, sul ring e nella foresta. Insomma, è lo Stallone che amiamo, quello che ci fa ridere e non ci fa mai perdere la speranza di vincere, in un film con tutti gli ingredienti che hanno reso mitico il cinema di Walter Hill. (raffaella vicario)

    Qui la puntata di Ciakpoint con Walter Hill in studio

    Qui la puntata di Ciakpoint in cui Giorgia Surina e Livio Beshir incontrano Walter Hill sul Red Carpet

  • Ci sono film scritti e realizzati a uso e consumo degli adolescenti e film che aprono finestre  dalle quali far affacciare gli adulti. Spesso, però, è lo sguardo ‘maturo’ del regista a descrivere i sentimenti e le situazioni di quel particolare periodo che tanta influenza ha sulla nostra vita. Ed è di adolescenti visti dai grandi che si parla in alcuni dei film visti al Festival.

    Alì ha gli occhi azzurri di Claudio Giovannesi

    A partire da Alì ha gli occhi azzurri, film in concorso di Claudio Giovannesi classe 1978, che racconta una settimana della vita di Nader. Sedici anni, figlio di immigrati musulmani, Nader è nato in Italia, vive a Ostia e si sente italiano. Tutti i giorni indossa lenti a contatto azzurre e prova a crescere facendosi largo tra i rigidi principi della religione familiare e gli usi e i costumi occidentali. Non sono però usi e costumi di famiglie borghesi, Nader cresce in un ambiente in cui circolano armi, si sfoggiano muscoli e tatuaggi, la scuola è inesistente e l’educazione circola a fatica tra droghe, prostitute e lotte tra clan. Con l’amico fraterno Stefano, Nader s’improvvisa rapinatore per guadagnare i soldi necessari alla ‘sopravvivenza’:  le matinée in discoteca,  la fedina a Brigitte, l’amore della sua vita. Deciso a far accettare la fidanzata alla famiglia, che prevede per lui una ragazza di religione musulmana, Nader decide di non tornare a casa e si ritrova a vivere per strada. Senza un posto per dormire,  senza soldi e, per di più, inseguito dai ‘rumeni’ in cerca di vendetta per un ragazzo accoltellato dall’amico Stefano, Nader sarà obbligato a crescere. Ma non sarà facile e indolore rimettere in discussione i suoi punti di riferimento.

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