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  • YoungPopePrimo weekend a Venezia 73 dopo un’inizio pieno di film interessanti, distribuiti nelle diverse sezioni, e di altrettante star del cinema che hanno monopolizzato le attenzioni fuori e dentro le sale cinematografiche. Un sabato ricco di aspettative per la miniserie The Young Pope del premio Oscar Paolo Sorrentino che arriva al lido accompagnato da gran parte del cast. Jude Law, Silvio Orlando, Scott Shepherd, Cécile de France, Javier Cámara, James Cromwell, Ludivine Sagnier insieme al regista per presentare i primi due episodi della serie prodotta da Sky, nella sezione Fuori Concorso.

     

    Gradito ritorno anche per James Franco nella doppia veste di attore e regista di In Dubious Battle (Cinema nel Giardino), che porta sul grande schermo una storia tratta da un racconto di Steinbeck. “Sono cresciuto in California, vicino alla contea di Steinbeck. Ha vissuto nella mia città quando era studente a Stanford. La mia ossessione per la sua scrittura è iniziata non appena ho imparato a leggere, è parte del tessuto della mia infanzia. La battaglia è il testo meno noto della sua trilogia non-ufficiale, che comprende Uomini e topi e Furore. È un racconto straordinario di lotta dell’uomo contro se stesso, un argomento incredibilmente vivo durante la Grande Depressione, e ancora oggi estremamente pertinente. Trasporre la sua opera è un sogno che si realizza“.

     

    Due i film in concorso: Frantz di François Ozon,  primo film del regista francese sulla guerra, girato in bianco e nero e con l’utilizzo della lingua tedesca accanto al francese. “In Frantz si ritrovano molte delle mie ossessioni. Ma il fatto di affrontarle in un’altra lingua, con attori differenti, in luoghi diversi dalla Francia, mi ha costretto a reinventarmi e spero che questo abbia dato nuova energia e una nuova dimensione a quei temi. In questo film ci sono state molte sfide entusiasmanti. Prima di realizzarlo non avevo mai girato film di guerra o scene di battaglia, né avevo mai filmato una piccola città tedesca, Parigi in bianco e nero, in tedesco… Per me è stato molto importante raccontare questa storia dal punto di vista tedesco, dalla parte dei perdenti, attraverso gli occhi di coloro che furono umiliati dal Trattato di Versailles, in modo da poter illustrare come la Germania di quel tempo fosse terreno fertile per la diffusione del nazionalismo. Volevo anche giocare con temi tipicamente melodrammatici come la colpa e il perdono, per poi virare verso la desincronizzazione dei sentimenti“; Brimstone di Martin Koolhoven con Dakota Fanning, una trionfale epopea di sopravvivenza, ambientata nelle terre selvagge del vecchio West americano. Un racconto di potente femminilità e resistenza contro la spietata crudeltà in un inferno terrestre.

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  • blog.hugo-cabret-cinema

     

    Ricordate la fine di Quei bravi ragazzi? Joe Pesci che spara dritto contro la telecamera? Una citazione diretta di un film del 1903, The Great Train Robbery. Potrebbe bastare questo per testimoniare la passione cinefila di Martin Scorsese, ma il regista americano si è superato nel 2011 con Hugo Cabret.

     

    Scorsese ci porta nella Parigi degli anni ’30, dove un orfano con la passione per la meccanica cerca di riparare l’automa ereditato dal padre. Un mistero che lo porterà ad attraversare la strada di una serie di strani personaggi, tra cui un uomo tormentato dal proprio passato, alla ricerca del proprio posto nel mondo.

    The Invention Of Hugo Cabret

    Asa Butterfield, Jude Law e il misterioso automa

    Tuttavia il film non si ferma alle peripezie del protagonista, ma prende la vicenda a pretesto per rendere un omaggio commosso al cinema delle origini e al potere della settima arte di stupire e coinvolgere, far ridere e piangere di commozione. Il regista americano trascina i suoi spettatori in un balletto visivo, un banchetto per gli occhi in grado di restituire le emozioni di chi si trova nel buio di una sala cinematografica, trattenendo il fiato come accadeva a chi, a fine Ottocento, si trovava davanti alla celebre pellicola dei fratelli Lumiére. Un viaggio alla scoperta dei pionieri del cinema attraverso storie fantastiche e incredibili invenzioni, a metà tra racconto e gioco di prestigio.

    blog.hugo-cabret-cameo

    Martin Scorsese in una scena del film

    Nominato ad 11 premi Oscar e vincitore di 5 statuette tra cui quelle per la migliore fotografia a Robert Richardson e per la miglior scenografia a Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, il film si avvale anche delle grandi interpretazioni di un cast ispirato: dai giovani protagonisti Asa Butterfield e Chloë Grace Moretz, ai più navigati Ben Kingsley, Christopher Lee e Sacha Baron Cohen.

    Tratto dal libro illustrato La straordinaria invenzione di Hugo Cabret di Brian Selznick.

     

     

     

     

    Giovedì 1 settembre alle 21.15

    Hugo Cabret (Hugo)

    di Martin Scorsese (USA, 2011)

    con Asa Butterfield, Chloë Grace Moretz, Ben Kingsley, Jude Law, Christopher Lee, Sacha Baron Cohen

    Nella Parigi degli anni ’30, il piccolo Hugo Cabret vive nascosto nei meandri della Gare de Montparnasse cercando di svelare il mistero legato ad uno strano automa, ultimo ricordo del padre defunto.

    Vincitore di 5 premi Oscar e del Golden Globe 2012 per la Miglior Regia.

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