Rai Movie

  • Da domani e per sette settimane, nello spazio Colazione da Rai Movie, il giovedì è dedicato a Sofia Loren. Inoltre,  l’appuntamento con l’attrice raddoppia nella seconda settimana di marzo in cui, al film di giovedì 9, Il viaggio con Richard Burton, si aggiunge Il segno di Venere mercoledì 8 marzo, Festa della donna. Scritto da Edoardo Anton, Ennio Flaiano, Franca Valeri e Dino Risi (con la collaborazione di Cesare Zavattini), il film per la regia di Dino Risi, è stato presentato all’ottavo Festival di Cannes e nel cast troviamo tra gli altri Franca Valeri, Alberto Sordi, Tina Pica, Vittorio De Sica e Raf Vallone.

     

    Dal 1954 al 1984, ripercorriamo la carriera di Sophia Loren attraverso alcune delle sue interpretazioni memorabili, come quella de La ciociara (giovedì 23 marzo) che le valse l’Oscar come miglior attrice protagonista nel 1962, e rivedendola accanto ad alcuni giganti del cinema internazionale: primo fra tutti Marcello Mastroianni, con il quale interpretò quattordici film, e che vi proponiamo in Ieri, oggi e domani di Vittorio De Sica, Oscar come miglior film straniero nel 1965, La bella mugnaia di Mario Camerini e in Tempi nostri – Zibaldone n° 2 di Alessandro Blasetti, dove la Loren recita anche con Totò; in coppia con Richard Burton ne Il viaggio di Vittorio De Sica; con Jean Paul Belmondo ne La ciociara; con Robert Hossein in Madame Sans Gene di Christian-Jaque e, infine, anche con il figlio Edoardo, all’epoca undicenne, in Qualcosa di Biondo diretto da Maurizio Ponzi.

     

     

    madamesansgeneGiovedì                16-feb-17

    Ore 08:30

    Madame Sans-Gêne (ITA, 1961) di Christian-Jaque

    Con Sophia Loren, Robert Hossein, Renaud Mary

     

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    Ieri,oggi-e-domaniGiovedì                23-feb-17

    Ore 08:35

    Ieri, oggi, domani (ITA, 1963) di Vittorio De Sica

    Con Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Aldo Giuffrè

     

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    Labellamugnaia-2Giovedì                02-mar-17

    Ore 08:15

    La bella mugnaia (ITA, 1955) di Mario Camerini

    Con Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica

     

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    Il-segno-di-VenereMercoledì 08-mar-17

    Ore 08:45

    Il segno di Venere (ITA, 1955) di Dino Risi

    Con Sophia Loren, Alberto Sordi, Franca Valeri, Vittorio De Sica

     

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    Il-viaggioGiovedì                09-mar-17

    Ore 08:20

    Il viaggio (ITA, 1974) di Vittorio De Sica

    Con Sophia Loren, Richard Burton, Sergio Bruni

     

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    tempi-nostriGiovedì                16-mar-17

    Ore 09:25

    Tempi nostri – Zibaldone n° 2 (ITA, 1954) di Alessandro Blasetti

    Con Totò, Vittorio De Sica, Sophia Loren, Marcello Mastroianni

     

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    La-ciociaraGiovedì                23-mar-17

    Ore 08:30 ca

    La ciociara (ITA, 1960) di Vittorio De Sica

    Con Sophia Loren, Jean-Paul Belmondo, Eleonora Brown

     

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    Qualcosa-di-biondo_Giovedì                30-mar-17

    Ore 08.30 ca

    Qualcosa di biondo (ITA, 1984) di Maurizio Ponzi

    Con Sophia Loren, Daniel J. Travanti, Edoardo Ponti

  • blog-socopertina

     

     

    Dopo il grande successo estivo, Stanlio & Ollio tornano su Rai Movie da lunedì 3 ottobre con una selezione di esilaranti cortometraggi accanto ai loro film più famosi, tutti programmati dal lunedì al venerdì prima del film di prima serata. Una rassegna di titoli che consente una vera e propria panoramica della carriera di Stanlio & Ollio, dagli esordi come coppia comica, alle performance più riuscite: un’occasione unica per recuperare corti rarissimi, come i film “solisti” dei due attori o pellicole che si credevano perse per sempre, accanto ai lavori più conosciuti e premiati del duo che è sinonimo di comicità.

     

    Stan Laurel e Oliver Hardy iniziano la loro carriera artistica nei primi anni del Novecento: l’uno, britannico, mostra le sue grandi doti di attore comico interpretando vari ruoli nella compagnia di Fred Karno, accanto a un talento come Charlie Chaplin (allora ancora poco conosciuto); l’altro, invece, è americano e ottiene i suoi primi lavori nell’ambiente teatrale ancora bambino, grazie alla sua splendida voce. Dopo aver abbandonato gli studi e aver aperto un cinema, Oliver comincia a pensare di poter lavorare anche dall’altra parte dello schermo e così diviene attore, facendo da spalla a star della comicità di allora, come si può vedere ne Il maestro (Fiddlin’ Around) in cui, nei panni di un burbero impresario teatrale, fronteggia il violinista pasticcione Billy West.

     

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    Oliver Hardy, Stan Laurel e James Finlayson in “Grandi affari”

    Anche Laurel approda al cinema negli stessi anni e le strade dei due cominciano a incrociarsi: tra i film proposti da Rai Movie è possibile vedere la loro prima collaborazione, Cane Fortunato; a dir la verità, si tratta più che altro di una partecipazione episodica, con Hardy che recita la parte del “cattivo” mentre Laurel veste i panni di un personaggio svagato cui l’incontro con un cane randagio causa una serie di disavventure. Dopo essersi così brevemente incrociati, i due tornano a lavorare da soli (come dimostra Stanlio lavandaio del 1923) finché non si ritrovano entrambi sotto contratto con Hal Roach, per cui lavorano molti dei più fulminanti talenti comici dell’era del muto. Leo McCarey, regista e produttore degli Hal Roach Studios, ha l’idea di far collaborare i due attori, che diventano ben presto Laurel & Hardy l’irresistibile duo comico che tutti noi conosciamo come Stanlio & Ollio. La coppia si basa su due personaggi agli antipodi – l’uno grasso e mondano, l’altro magro e ingenuo – e sa caratterizzare i propri personaggi secondo uno stile che diviene unico, grazie a gesti che sono veri e propri marchi di fabbrica come gli sguardi in camera di Ollio o i trucchi “impossibili” di Stanlio che, come se niente fosse, è capace di trasformare il pollice in un accendino o di compiere complicati giochi di abilità.

     

    La rassegna di Rai Movie permette di ripercorrere l’intero sviluppo dei due personaggi partendo da Zuppa d’anatra del 1927, in cui la coppia fa la sua comparsa ufficiale, e attraversando tanti momenti memorabili come la più grande battaglia di torte in faccia dell’era del muto ne La battaglia del secolo (film del 1927, perduto per anni e solo recentemente recuperato grazie ad un meticoloso restauro) o la galleria di strambe attività professionali dalla vendita di abeti in California in Grandi affari al lavoro come rifinitori professionisti in Il tocco finale: “talmente abili da terminare anche ciò che non hanno ancora iniziato”.

     

    Apre le danze La scala musicale del 1932, in cui il duo deve trasportare un voluminoso pianoforte su per una ripida scalinata: una delle comiche in assoluto più riuscite della brillante carriera dei due attori, tanto da ottenere il Premio Oscar per il Miglior Cortometraggio.

     

     

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    Dallas, Texas, 1985: l’elettricista Ron Woodrof ama le donne, l’alcool, i rodeo e odia chiunque sia diverso da lui. Poi, un giorno, scopre di essere positivo all’AIDS e di avere solo 30 giorni da vivere. Chiunque si arrenderebbe, ma non Ron che decide di garantire a chiunque sia nelle sue stesse condizioni l’accesso ai medicinali più efficaci contro l’HIV e fonda un Buyers Club, gruppo d’acquisto dei farmaci che importa illegalmente negli Stati Uniti perché non approvati dal Ministero della Salute americano. Lo sostiene nell’impresa Rayon, un tossico transessuale e sieropositivo, con cui Ron, dopo l’iniziale rifiuto, stringe un legame d’amicizia molto profondo.

     

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    Jared Leto

    Ispirato a fatti realmente accaduti durante gli anni ottanta e tratto da una sceneggiatura rimbalzata per anni tra i vari produttori hollywoodiani, il film del canadese Jean-Marc Vallée affronta il racconto dell’AIDS (tema ancora tabù per il cinema americano) senza idealizzare i propri personaggi o cedere alla retorica e agli stereotipi, grazie a una sceneggiatura che dosa sapientemente dramma e intrattenimento, ritratto d’ambiente e film di denuncia. Il tutto in soli 25 giorni di riprese e un budget ristrettissimo, cosa che non gli ha impedito di vincere tre premi Oscar nel 2014.

     

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    Jennifer Garner

    Matthew McConaughey si carica sulle spalle l’intera pellicola, anche produttivamente parlando, restituendo un’interpretazione straordinaria non solo per l’evidente trasformazione fisica cui l’attore si è sottoposto (perdendo più di 20 chili), ma soprattutto per la capacità di restituire tutte le sfumature di un uomo duro e testardo, a tratti perfino odioso, che lentamente cambia il suo modo di vivere e vedere il mondo. Una prestazione per cui l’attore texano è stato premiato con un meritatissimo Oscar, riconoscimento che è andato anche all’altra star del film, Jared Leto, interprete camaleontico che qui veste i panni sgargianti di Rayon e con la sua performance incarna la controparte del protagonista in modo talmente naturale e commovente da aggiungere spessore al personaggio di McConaughey. A bilanciare i rapporti tra i due coprotagonisti c’è la dottoressa Jennifer Garner che, comprendendo la battaglia di Ron e apprezzandone la tenacia, se ne fa portavoce presso le istituzioni sanitarie.

     

    dbc_b03Dallas Buyers Club (Id.)

    di Jean-Marc Vallée (USA, 2013)

    con Matthew McConaughey, Jared Leto, Jennifer Garner

    Sei candidature agli Oscar 2014 e tre vittorie: miglior attore protagonista (Matthew McConaughey), miglior attore non protagonista (Jared Leto), miglior make-up e hair- styling (Adruitha Lee e Robin Mathews). Vincitore di 2 Golden Globe 2014. Premio per la Migliore Interpretazione Maschile a Matthew McConaughey, Premio BNL del Pubblico per il Miglior Film, Premio Farfalla D’oro-Agiscuola e Premio AIC Miglior Fotografia alla VIII Edizione del Festival Internazionale del Film Di Roma (2013).

  • blog.hugo-cabret-cinema

     

    Ricordate la fine di Quei bravi ragazzi? Joe Pesci che spara dritto contro la telecamera? Una citazione diretta di un film del 1903, The Great Train Robbery. Potrebbe bastare questo per testimoniare la passione cinefila di Martin Scorsese, ma il regista americano si è superato nel 2011 con Hugo Cabret.

     

    Scorsese ci porta nella Parigi degli anni ’30, dove un orfano con la passione per la meccanica cerca di riparare l’automa ereditato dal padre. Un mistero che lo porterà ad attraversare la strada di una serie di strani personaggi, tra cui un uomo tormentato dal proprio passato, alla ricerca del proprio posto nel mondo.

    The Invention Of Hugo Cabret

    Asa Butterfield, Jude Law e il misterioso automa

    Tuttavia il film non si ferma alle peripezie del protagonista, ma prende la vicenda a pretesto per rendere un omaggio commosso al cinema delle origini e al potere della settima arte di stupire e coinvolgere, far ridere e piangere di commozione. Il regista americano trascina i suoi spettatori in un balletto visivo, un banchetto per gli occhi in grado di restituire le emozioni di chi si trova nel buio di una sala cinematografica, trattenendo il fiato come accadeva a chi, a fine Ottocento, si trovava davanti alla celebre pellicola dei fratelli Lumiére. Un viaggio alla scoperta dei pionieri del cinema attraverso storie fantastiche e incredibili invenzioni, a metà tra racconto e gioco di prestigio.

    blog.hugo-cabret-cameo

    Martin Scorsese in una scena del film

    Nominato ad 11 premi Oscar e vincitore di 5 statuette tra cui quelle per la migliore fotografia a Robert Richardson e per la miglior scenografia a Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, il film si avvale anche delle grandi interpretazioni di un cast ispirato: dai giovani protagonisti Asa Butterfield e Chloë Grace Moretz, ai più navigati Ben Kingsley, Christopher Lee e Sacha Baron Cohen.

    Tratto dal libro illustrato La straordinaria invenzione di Hugo Cabret di Brian Selznick.

     

     

     

     

    Giovedì 1 settembre alle 21.15

    Hugo Cabret (Hugo)

    di Martin Scorsese (USA, 2011)

    con Asa Butterfield, Chloë Grace Moretz, Ben Kingsley, Jude Law, Christopher Lee, Sacha Baron Cohen

    Nella Parigi degli anni ’30, il piccolo Hugo Cabret vive nascosto nei meandri della Gare de Montparnasse cercando di svelare il mistero legato ad uno strano automa, ultimo ricordo del padre defunto.

    Vincitore di 5 premi Oscar e del Golden Globe 2012 per la Miglior Regia.

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