Rai Movie

  • man-down_MAN DOWN – Dito Montiel

    Dal regista di “Guida per riconoscere i tuoi santi” e “Son Of No One” il panorama interiore di un soldato di ritorno dall’Afghanistan. Oliver Stone incontra Rod Serling e lo stress post-traumatico è subito apocalisse.

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    Abluka_ABLUKA (FRENZY) – Emin Alper

    Apologo su servilismo e compiacenza nella Turchia contemporanea. Alper rimanda a Polanski, con i suoi uomini qualsiasi che rovistano fra immondizie, fanno la spia e non trovano una via d’uscita.

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    anomalisa_ANOMALISA – Duke Johnson, Charlie Kaufman

    Kaufman non è un hipster “a là mode” ma, al contrario, un autore dalla sincerità avvolgente. La sua stop-motion dramedy parla all’uomo di classe media e di mezza età, celebrandone i sogni e le incrinature emotive.

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    DePalma_DE PALMA – Noah Baumbach, Jake Paltrow

    Tutta la carriera di Bian De Palma raccontata dal maestro in una lunga intervista montata con spezzoni di film, foto, clip, rimandi a ovvie ispirazioni hitchcockiane. I due registi hanno 30 ore di girato e già si parla di materiale addizionale per la prossima uscita in home-video.

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    Mate_me_por_favor____MATE-ME POR FAVOR – Anita Rocha da Silveira

    Dal Brasile un esordio acerbo sui temi eterni di eros e tanathos. Nella colonna sonora i Manhattans di “Kiss And Say Goodbye” e Tommy James con “Crimson and Clover”.

     

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    HeartofaDog______HEART OF A DOG – Laurie Anderson

    Laurie Anderson compone una rapsodia su perdita e memoria con al centro il ricordo del proprio terrier scomparso.

     

     

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    Taj-Maha_TAJ MAHAL – Nicolas Saada

    Stacy Martin, vista anche nel più sperimentale “Childhood Of A Leader”, sostiene sulle spalle un film catastrofico-intimista ispirato a una storia vera. “River Man” di Nick Drake, bella sorpresa.

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    Remember_REMEMBER – Atom Egoyan

    Uno dei registi anglofoni più interessanti degli ultimi anni alle prese con un triplo salto mortale sui temi di Shoah, ricordo, identità. E’ di Chris Plummer la prova d’attore più classicamente bruciante del Festival, in un titolo appassionante e scontentante in misura eguale per la propria rischiosa originalità.

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    a-copy-of-my-mind____A COPY OF MY MIND – Joko Anwar

    Time-capsule improvvisativa sulla Giakarta contemporanea raccontata attraverso la storia d’amore di due individui bellissimi e al tempo stesso comuni. Sensuale, fluido, suadente.

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    free-in-deed__FREE IN DEED – Jake Mahaffy

    Messa in scena di un fatto di cronaca avvenuto nelle comunità statunitensi delle “storefront churches”, dalle ambizioni etnografiche ma rappreso in uno stile elegante e distanziato per eccesso.

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    go_with_me_GO WITH ME – Daniel Alfredson

    Crime drama rurale ambientato in un Nord Ovest statunitense desaturato, freddo, corrotto. Ventiquattr’ore nella vendetta di una donna, però è più roba da maschi.

     

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    (a cura di Leonardo Rossi)

  • beasts_of_no_nation_BEASTS OF NO NATION – Cary Joji Fukunaga

    Dal romanzo di Uzodinma Iweala un incubo psicologico-esistenziale sulla perdita dell’innocenza, ambientato in un non-contesto geopolitico di sapore nigeriano. I bambini ci guardano e imparano a uccidere.

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    elclan___EL CLAN – Pablo Trapero

    Tutto in famiglia, soprattutto se si tratta di sequestri, estorsioni e omicidi. Da un celebre fatto di cronaca dell’Argentina fra Galtieri e Alfonsín un film elegante e grottesco per gli amanti del crime drama latinoamericano.

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    Everest_EVEREST – Baltasar Kormákur

    In una Venezia mai così “ispirata a un fatto realmente accaduto” il kolossal si tinge di critica anti-imprenditoriale. Molto rispettoso delle vittime, girato in 3D ma senza eccessi di cgi. Josh Brolin e Jason Clarke svettano.

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    Francofonia_FRANCOFONIA – Aleksandr Sokurov

    Il conte nazista Franz Wolff-Metternich aiuta il responsabile del Louvre, Jacques Jaujard, a proteggere il patrimonio museale da evacuazioni e ricollocazioni. Il film più specifico ed esclusivo della Mostra è in realtà un docudrama d’autore in pieno stile Arte.

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    in-jackson-heights_IN JACKSON HEIGHTS – Frederick Wiseman

    Dopo     l’umanesimo indiretto di “At Berkeley” e “National Gallery”, uno dei più grandi e inimitabili documentaristi contemporanei torna sulla strada e fra le comunità di quartiere. Il suo Queens è un libro aperto, impossibile da abbandonare sul comodino.

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    Janis_JANIS, LITTLE GIRL BLUE – Amy Berg

    A quarantun’anni dal tributo di Howard Alk un nuovo documentario su Janis Joplin. Alto quoziente di footage inedito, corroborato da interviste a colleghi, amici e familiari. Belle le missive dell’artista ai genitori, narrate dall’atrice Cat Power.

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    Marguerite_MARGUERITE – Xavier Giannoli

    La storia di Florence Foster Jenkins rivisitata e trasportata nell’Europa degli anni Venti. Commedia della crudeltà, quasi all’italiana, ma l’amaro intorno nasconde un cuore tenero. Catherine Frot e André Marcon non sbagliano una scena.

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    rabin_the_last_day_RABIN, THE LAST DAY – Amos Gitai

    Ovvero il ritratto di una nazione divisa fra nazionalismo religioso ultra ortodosso e desiderio di pace, a vent’anni dall’assassinio del suo leader politico più lungimirante e innovativo. Amos Gitai torna a un cinema di importanza fondativa dopo le avventure lirico-estetizzanti degli ultimi anni. Da proiettare nelle scuole.

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    spotligh_SPOTLIGHT – Thomas McCarthy

    Sulla scia di “Tutti gli uomini del presidente” la ricostruzione dell’inchiesta giornalistica che mise alle corde la Chiesa Cattolica del Massachusetts agli albori del secondo millennio. Il regista di “The Station Agent” si dedica per la prima volta a un copione investigativo in un film tutto sulle spalle del cast. Michael Keaton le ha belle larghe.

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    The-Endless-River__THE ENDLESS RIVER – Oliver Hermanus

    Il regista sudafricano di “Beauty” torna alla macchina da presa con un racconto esistenzialista in cui i pochi espedienti narrativi del preludio sembrano addirittura ridondanti. Cinema di grandi spazi e dialoghi trasparenti in cui, almeno, le ellissi non hanno bisogno di giustificazione.

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    winter-on-fire_WINTER ON FIRE – Evgeny Afineevsky

    Ventotto cameramen in un collettivo estemporaneo per raccontare la ribellione ucraina del 2014 e la successiva deposizione del presidente filo-putiniano Yanukovich. Veloce come un periscope…

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    the_danish_girl_THE DANISH GIRL – Tom Hooper

    Film-performance sul primo transgender della storia. Il backdrop in stile Hammershøi passa in secondo piano rispetto al maniacale abbandono della coppia Redmayne-Vikander.

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    the-childhood-of-a-leader_fbTHE CHILDHOOD OF A LEADER – Brady Corbett

    Opera prima da regista per un attore che sa come dirigere i propri colleghi, anche quando si tratta di bambini senza esperienza (Tom Sweet). Colonna sonora della veterana pop star Scott Walker.

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    (a cura di Leonardo Rossi)

  • SJ_RedCarpet_07Under the Skin di Jonathan Glazer (UK, 2013) – Prendi un’aliena, falla guidare. Il regista di Sexy Beast  trasforma il romanzo di Michel Faber in un viaggio messianico senza didascalie. Scarlett Johansson è il fulcro di uno dei film più coraggiosamente ellittici della Mostra.

     

    The Unknown Known di Errol Morris (USA, 2013) – Un’ora e tre quarti con Donald Rumsfeld. Dopo Robert McNamara in The Fog Of War  ecco un altro padrone della guerra di fronte all’Interrotron di Errol Morris. Da vedere in sala. Dedicato alla memoria di Roger Ebert.

     

    Une Promesse di Patrice Leconte (Francia/Belgio, 2013) – Dalla novella di Stefan Zweig la storia di un amore impossibile sbocciato all’alba della Prima Guerra Mondiale. Regista francese, testo austriaco e attori inglesi in un period piece ad alto contenuto romantico.

     

    Feng ai di Wang Bing (Cina, 2013) – Un documentarista emergente e molto amato porta sullo schermo le storie tragiche di alcuni detenuti rinchiusi in un ospedale psichiatrico cinese. Trionfo dei bisogni primari: comunicazione, affetto, calore umano.

     

    Jiaoyou – Cani randagi di Tsai Ming-Liang (Taiwan, 2013) – Il regista di Vive l’amour e Il fiume conduce i suoi personaggi senza meta nel centro di uno schermo immaginario, puro e assoluto. Una parabola sul fallimento e sulla ricostruzione, nella Taipei dei centri commerciali e degli uomini-cartello.

     

    Walesa – Man of Hope di Andrzej Wajda (Polonia, 2013) – Nascita e apice del leader di Solidarnosc, attraverso la ricostruzione di una intervista con Oriana Fallaci. Girato in Scope con camera a mano, montaggio serrato e una colonna sonora di new wave polacca. Andrzej Wajda ha 87 anni ma il suo cinema non li dimostra.

     

    Mahi va gorbeh (Fish & Cat) di Sharham Mokri (Iran, 2013) – Un piano sequenza in steady di 134 minuti per mettere in scena gli orrori dello spazio-tempo. Riflessione su struttura filmica, sogno e memoria realizzata con disarmante semplicità da un regista che ama Resnais e Robbe-Grillet.

     

    Le Terrazze di Merzak Allouache (Algeria, 2013) – Dietro a buoni propositi e preghiere la faccia sconcertante dell’Algeria contemporanea. Un film sulla violenza come gestione quotidiana della propria identità, da cui nemmeno le nuove generazioni sembrano potersi affrancare.

     

    #iosonocritico – Le vostre opinioni sui film visti alla Mostra in questi giorni, il contributo dei critici di Hollywood Party, la colonna sonora di Marco Guazzone & Stag le potete vedere e rivedere QUI

  • JamesFranco_GiaCoppola2Continuano le recensioni della redazione, ma anche quelle degli spettatori della Mostra che ci hanno regalato le loro impressioni/opinioni sui film che hanno visto.
    Se volete vederli, o rivedervi, il link ai video #iosonocritico è qui

    A seguire, invece, le recensioni della redazione di Rai Movie, almeno di quella parte che se ne sta rinchiusa in sala di proiezione tra un’intervista e l’altra!

     

    Palo Alto di Gia Coppola (USA, 2013) – Da un libro del poliedrico e quasi rinascimentale James Franco il film di debutto dell’ex-fotografa Gia Coppola.  Teen angst ma con rispetto filmando.

     

    Parkland di Peter Landesman (USA, 2013) – Prodotto da Tom Hanks e Bill Paxton, un film che fa per l’omicidio di JFK quello che Tom Stoppard ha fatto per l’Amleto di Shakespeare.

     

    The Sacrament di Ti West (USA, 2013) – Ispirato all’omicidio/ suicidio collettivo di Jonestown, un socio-horror immersionista, girato all’aperto e in piena luce. Prodotto da Eli Roth, che di gente manipolata e in pericolo se ne intende.

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