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    “Arrugas – Rughe” – Un piccolo emblematico film d’animazione spagnolo.

    Il 12 novembre presso l’Auditorium Arte di Roma, dalle 10.30 alle 13.00, nel quadro delle iniziative organizzate dal Festival Internazionale del Film di Roma e da Rai Movie, si terrà un incontro curato da EXIT media per parlare del cinema spagnolo d’animazione di cui  Arrugas – Rughe è una recente, significativa e riuscita testimonianza.

    Dalla graphic novel al film, dalla produzione alla distribuzione, fino allo “stato dell’arte” del cinema d’animazione in Spagna, i temi affrontati e discussi con Rafael Cabrera, Direttore Marketing dell’ICAA, Ángel de la Cruz, produttore e co-sceneggiatore del film, Michele Farina, giornalista del Corriere della Sera, Federico Sartori e Iris Martín-Peralta di EXIT media e Direttori del Festival del Cinema Spagnolo di Roma. L’incontro sarà moderato da Enzo Sallustro, responsabile di Rai Movie.

     

    Arrugas-Rughe_

    “Arrugas – Rughe”, ben accolto da pubblico e critica, ha vinto due Premi Goya nel 2012

    Federico Sartori e Iris Martín-Peralta discuteranno della distribuzione di Arrugas – Rughe in Italia, del Festival del Cinema Spagnolo come piattaforma di lancio per i film, del lavoro di distribuzione svolto da EXIT media.

    L’attenzione verso l’animazione e la crescente qualità di questo genere indicano una vivacità, sia creativa sia produttiva, presenti nell’industria cinematografica spagnola contemporanea. Uno dei principali intenti del mondo dell’animazione spagnola è proporsi come significativa realtà all’interno della scena internazionale.

    Arrugas – Rughe, ben accolto da pubblico e critica, pluripremiato a livello internazionale, ha vinto due Premi Goya nel 2012 (gli Oscar spagnoli) come miglior film d’animazione e miglior adattamento della sceneggiatura, segnando in patria un prima e un dopo nell’avvicinamento di un pubblico adulto verso questo genere cinematografico.

    Il film affronta e porta a galla il diffuso, sommerso e nascosto disagio dell’Alzheimer senza propensioni melodrammatiche ma con un intelligente uso dell’ironia e la consapevolezza di affrontare un dramma che nel mondo colpisce 36 milioni di persone di cui quasi un milione solo in Italia.

    Collaboranno all’incontro l’Ambasciata di Spagna in Italia e la Reale Accademia di Spagna a Roma.

     

    MARTEDÌ 12 NOVEMBRE 2013

    10.30 | 13.00 | Ingresso Libero

    Auditorium Arte – Villaggio del Cinema – spazio Rai Movie

     

    ARRUGAS – RUGHE

    Un piccolo emblematico film d’animazione spagnolo

    Incontro con: Rafael Cabrera, Ángel de la Cruz, Michele Farina, Federico Sartori e Iris Martín-Peralta.

    Modera: Enzo Sallustro, Responsabile Rai Movie.

  • Larry Clark riceve il Marco Aurelio d'Oro

    Marco Muller e la madrina Claudia Pandolfi sul palco della sala Sinopoli dell’Auditorium di Roma presentano i vincitori della VII edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. Il primo a salire sul palco è Francesco Bruni, presidente di giuria di Prospettive Italia, per anticipare i vincitori che sono:
    – menzione speciale agli attori di La prima legge di Newton
    – miglior corto Il gatto del Maine di Antonello Schioppa
    – miglior documentario a Pezzi di Luca Ferrari
    – miglior lungometraggio Cosimo e Nicole di Francesco Amati

    Matthew Modine presidente della giuria ringrazia la splendida giuria con cui ha collaborato e, dopo aver dichiarato la sua gioia per essere stato invitato a Roma, annuncia una  menzione speciale per Razza bastarda di Alessandro Gassman. Il vincitore miglior opera prima e seconda è Alì ha gli occhi azzurri di Claudio Giovannesi. Leggi tutto…

  • Sylvester Stallone in Bullet to the Head di Walter Hill

    Sylvester Stallone in Bullet to the Head di Walter Hill

    Attesissimi entrambi al Festival di Roma, martedì 14 sono arrivati Walter Hill e Sylvester Stallone, rispettivamente regista e attore protagonista di Bullet to the Head, presentato a Roma fuori concorso. Il primo regista di film cult tra i quali I guerrieri della notte (Warriors – 1979), ma anche Driver l’imprendibile (1978) 48 ore (1982) e Johnny il bello (1989); il secondo amatissimo interprete di due personaggi iconici del cinema, quali Rocky e Rambo.

    Tratta dal romanzo a fumetti ” Du plomb dans la tête” di Matz, la storia è ambientata a New Orleans dove un poliziotto e un sicario che indagano sugli omicidi dei rispettivi partners si ritrovano, loro malgrado, a collaborare. La trama è semplice e quasi scontata, i cattivi sono buoni e viceversa, non è l’abito che fa il monaco e i corrotti sono i potenti che abusano del loro potere, ma a renderla divertente e degna di nota c’è una sceneggiatura autoironica e

    Livio Beshir e Giorgia Surina incontrano Walter Hill sul Red Carpet

    Livio Beshir e Giorgia Surina incontrano Walter Hill sul Red Carpet

    grintosa, scritta dallo stesso Hill e da Alessandro Camon, in cui Stallone si muove a suo agio. Colonna sonora da duri on the road, andatura da cowboy metropolitano, muscoli d’annata e tatuaggi sono il marchio di fabbrica del personaggio di Stallone che, messo a confronto con il poliziotto giovane, amante della legge  e fan della tecnologia, sfodera tutta la saggezza accumulata sulla strada, sul ring e nella foresta. Insomma, è lo Stallone che amiamo, quello che ci fa ridere e non ci fa mai perdere la speranza di vincere, in un film con tutti gli ingredienti che hanno reso mitico il cinema di Walter Hill. (raffaella vicario)

    Qui la puntata di Ciakpoint con Walter Hill in studio

    Qui la puntata di Ciakpoint in cui Giorgia Surina e Livio Beshir incontrano Walter Hill sul Red Carpet

  • Ci sono film scritti e realizzati a uso e consumo degli adolescenti e film che aprono finestre  dalle quali far affacciare gli adulti. Spesso, però, è lo sguardo ‘maturo’ del regista a descrivere i sentimenti e le situazioni di quel particolare periodo che tanta influenza ha sulla nostra vita. Ed è di adolescenti visti dai grandi che si parla in alcuni dei film visti al Festival.

    Alì ha gli occhi azzurri di Claudio Giovannesi

    A partire da Alì ha gli occhi azzurri, film in concorso di Claudio Giovannesi classe 1978, che racconta una settimana della vita di Nader. Sedici anni, figlio di immigrati musulmani, Nader è nato in Italia, vive a Ostia e si sente italiano. Tutti i giorni indossa lenti a contatto azzurre e prova a crescere facendosi largo tra i rigidi principi della religione familiare e gli usi e i costumi occidentali. Non sono però usi e costumi di famiglie borghesi, Nader cresce in un ambiente in cui circolano armi, si sfoggiano muscoli e tatuaggi, la scuola è inesistente e l’educazione circola a fatica tra droghe, prostitute e lotte tra clan. Con l’amico fraterno Stefano, Nader s’improvvisa rapinatore per guadagnare i soldi necessari alla ‘sopravvivenza’:  le matinée in discoteca,  la fedina a Brigitte, l’amore della sua vita. Deciso a far accettare la fidanzata alla famiglia, che prevede per lui una ragazza di religione musulmana, Nader decide di non tornare a casa e si ritrova a vivere per strada. Senza un posto per dormire,  senza soldi e, per di più, inseguito dai ‘rumeni’ in cerca di vendetta per un ragazzo accoltellato dall’amico Stefano, Nader sarà obbligato a crescere. Ma non sarà facile e indolore rimettere in discussione i suoi punti di riferimento.

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